lunedì, 26 Settembre 2022
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    HomeOperePablo PicassoTesta di donna che piange con un fazzoletto III

    Testa di donna che piange con un fazzoletto III

    1937

    Testa di donna che piange con un fazzoletto III è un dipinto ad olio realizzato nel 1937 e si trova presso il Museo Reina Sofia di Madrid.

    Il cubismo di Picasso non era più lo stesso dopo Guernica. Divenne più pesante, più nitido, con un’acutezza di spirito che lacera nei toni scuri. I motivi del murale si espansero come repliche della confusione che l’opera rappresentava all’epoca, non solo in termini di impatto politico, ma nella stessa plasticità dell’artista spagnolo. Ciò è particolarmente evidente nelle effigi femminili da lui realizzate dopo il 1937: le rigide forme del cubismo ben si adattano alle espressioni lacerate di donne che sono al culmine della perdita, della disperazione, di una confusione che sembra non finire mai.

    Picasso divenne ossessionato dal potere che la linea geometrica poteva conferire alle espressioni del dolore. Pertanto, i ritratti da lui realizzati in questo periodo maturo della sua produzione artistica ruotano attorno alle possibilità della tragedia dalla decostruzione del volume, che sembra rafforzare la natura sordida delle composizioni di questi anni. Questa condizione è evidente in Testa di donna che piange con un fazzoletto III (1937), che potrebbe facilmente essere un saggio sul murale: le dita sfigurate, gli occhi sporgenti dal pianto, le lacrime pesanti, che scivolano via quasi con la difficoltà di che comporta il dolore.

    Sembrerebbe però che l’epicentro del pianto sia nell’espressione della bocca: la donna si aggrappa con i denti a un fazzoletto che non riesce a stringere più forte con la mano. È quasi come se la forza dell’arto non lo raggiungesse, e dovesse trasferirla anche al viso, alla mascella, alle labbra, ai denti sporgenti. Si sente la tensione alla gola, che sporge dal mantello a lutto con cui la donna si copre il busto. È allora che le donne che piangono sembrano episodi spasmodici, quasi post-traumatici, di ciò che un giorno ha offuscato il cielo di Guernica, e la visione delle sue donne per diversi anni.

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