sabato, 1 Ottobre 2022
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    Teresa che sogna

    1938

    Teresa che sogna è un dipinto ad olio realizzato nel 1938 ed attualmente si trova presso il Metropolitan Museum di New York (USA)

    9.000 persone hanno firmato una petizione per il MET per rimuovere questo lavoro. Motivo? A quanto pare lo considerano inappropriato.

    È evidente che la protagonista del dipinto (la sua vicina di casa di 11 anni, Thérèse Blanchard, che fu modella per gran parte dell’opera di Balthus) si trova in una posizione piuttosto suggestiva, a dir poco imbarazzante, alzando la gamba e mostrandola biancheria intima. Ma la domanda è se questo sia il motivo per cui la buona opera d’arte debba essere rimossa. Anche questo linciaggio di 9.000 guardiani della nostra morale deve riconoscere la qualità fattuale del lavoro.

    Balthus, “il re dei gatti” non vedeva nulla di sporco nei suoi dipinti. Per lui le ragazze che dipingeva erano “esseri puri, e la loro innocente sfrontatezza è tipica dell’infanzia. Il morboso si trova altrove”. In effetti, è lo spettatore, quel voyeur oscuro, che macchia l’innocenza di queste ragazze spensierate.

    Ma la verità è che nel suo lavoro abbondano ragazze in pose strane, che non sorridono mai e appaiono accompagnate da gatti che leccano il latte. Nella pittura di Balthus c’è un erotismo morboso ben lontano dall’innocenza.

    Forse in quell’ambiente borghese, e inebriato da effluvi surrealisti, l’artista capì che lo scandalo poteva essere uno dei suoi migliori pregi… Balthus sapeva benissimo che l’arte non è (o non dovrebbe essere) un’attività innocente. Sapeva benissimo che è una specie di specchio per intravedere ciò che siamo, ciò che sembriamo o ciò che non dovremmo essere.

    Il pittore ha sfruttato l’aspetto sessuale nelle sue opere come nessun altro, amplificando lo scomodo e l’inquietante, il proibito… E oggi, tempi strani di pochissima libertà e di assoluta correttezza politica, di crociate per il bene comune e difensori della nostra moralità, forse il dipinto di Balthus è ancora più scandaloso che nel 1938.

    Che la richiesta di ritirare quest’opera sia legittima o meno, Balthus ci invita ancora una volta a riflettere: chi ha davvero la mente perversa?

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