martedì, 27 Settembre 2022
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    HomeOperePablo PicassoMassacro in Corea

    Massacro in Corea

    1951

    Proibita fino al 1990, la Corea del Sud ha ospitato nel 2021 per la prima volta nella sua storia l’opera con cui Picasso denunciò gli orrori commessi dagli Stati Uniti durante la guerra. Massacro in Corea, uno dei tre grandi murales che compongono la serie di denunce della guerra che ha realizzato il pittore di Malaga.

    Il dipinto, in stile espressionista, mostra una composizione violenta segnata dal risalto della linea di disegno e da un asse verticale che divide in due la scena: a sinistra, un gruppo di donne e bambini nudi attende l’inevitabile tragedia a cui si trovano destinati gli esseri sul lato destro, personaggi vestiti di armatura che ci trasportano in una dimensione di guerra che è allo stesso tempo meccanizzata e arcaica. Il plotone di esecuzione americano appare totalmente disumanizzato, pronto a liquidare la popolazione civile nordcoreana.

    Ciò che colpisce, come abbiamo visto nel suo Guernica (1937) e in tante altre tradizioni culturali, è la femminilizzazione della vittima. La scelta del genere quando si tratta di rappresentare l’impotenza e il potere non sembra casuale, e anche nella figurazione delle forme si può evocare l’inseguimento che uomini armati di pesce spada inscenavano intorno a donne nude ne Il giardino delle delizie (1503-15).

    Spicca invece l assenza di riferimenti specifici che permettano di identificare il paese, che oltre a vedere la sua tragica divisione evocata, forse, dallo stesso paesaggio di fiume e montagna che separa i due gruppi, non appare individuato. Pensiamo poi alle chiare influenze dell’artista: L’esecuzione del 3 maggio (1814) di Francisco de Goya, e L’esecuzione di Massimiliano (1867) di Édouard Manet, la cui composizione è riprodotta quasi identicamente da Picasso, ci rimandano all’universalità del la tragedia della guerra e la sua inevitabile sofferenza da parte del colpevole ultimo; la popolazione civile.

    L’adesione dell’artista all’ideologia comunista è più che nota e, per aver rappresentato il potere occidentale come il mostro distruttivo, quest’opera è stata considerata un esplicito esempio di propaganda comunista durante gli anni della Guerra Fredda.

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