martedì, 29 Novembre 2022
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    Maddalena penitente

    1594-95
    Il dono delle lacrime

    La Maddalena penitente è un dipinto eseguito da Caravaggio attorno al 1594-1595 e conservato nella Galleria Doria Pamphilj di Roma.

    L’incarnazione della malinconia, Maddalena, tanto triste quanto bella, raggiunge un’espressività religiosa davvero commovente in questa imponente opera di Caravaggio.

    Religiosità forse tanto più espressiva quanto più sottilmente riflessa, dal caratteristico realismo del pittore, non tanto nei simboli o nella fedeltà storica della scena quanto nella delicatezza della composizione, nella luce e nei gesti che mostrano la profonda sensibilità di ciò era capace lo spirito turbolento e passionale di questo incomparabile genio del barocco.

    Vertice della sua prima produzione, l’opera fu dipinta da Caravaggio durante la sua prima fase di attività a Roma. La singolare bellezza racchiusa nel volto della modella, forse la cortigiana Anna Bianchini, deve aver affascinato il pittore, poiché è probabile che l’avrebbe ritratta nella sua Vergine del Riposo durante la fuga in EgittoDue opere rimaste sempre insieme e che forse furono dipinte come commissione devozionale per lo stesso privato.

    Seduto su un inginocchiatoio o su una sedia di preghiera, Caravaggio mette in luce l’umiltà cristiana del “peccatore pentito” attraverso un’insolita prospettiva leggermente rialzata con la quale, facendola più piccola o più bassa, la esalta ancora di più nella sua grandezza. Incorniciata da uno sfondo ombroso su cui si apre un piccolo raggio di luce, la scena coglie quel momento di rottura o di conversione dell’anima in cui una lacrima testimonia la verità del cuore, il dolore di una “vera contrizione” e di penitenza. dentro.

    Spogliato di ogni idealizzazione, Caravaggio punta soprattutto sull’umanità della santa, di questa donna innamorata che sarà la prima a ungere o consacrare Cristo e che diventerà a sua volta l’apostolo degli apostoli, il messaggero della risurrezione o della la potenza di quell’amore divino «forte come e più forte della morte». Umanità in cui sottolinea crudamente, non tanto attraverso la sensualità quanto attraverso il pathos del gesto che accompagna l’atto di abbandono o di rinuncia in cui si distacca dai suoi gioielli, simboli dei legami o delle catene che la legavano alla vanità del mondo.

    Mai così rappresentata, la Maddalena di Caravaggio riflette quella “umanizzazione del sacro” di cui la sua pittura fu veicolo magistrale; impulso latente nella spiritualità cattolica di questi anni, dove la virtù o il “dono delle lacrime” divenne, a sua volta, molto apprezzata e integrata come manifestazione irrefrenabile dell’abbondanza del cuore, degli affetti e delle passioni inseparabili dalla natura umana… come « segni» in cui è stato criptato il linguaggio della passione che ha attraversato la vita dei santi e ha dovuto passare attraverso chiunque volesse capirli.

    SourceHA

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