mercoledì, 28 Settembre 2022
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    La Scuola di Atene

    1510-1511

    La Scuola di Atene è un affresco di Raffaello Sanzio realizzato tra il 1510 e il 1511. Si trova nella Sala del Sigillo o Stanza della Segnatura, una stanza destinata a essere la biblioteca papale nel Palazzo Apostolico del Vaticano.

    Fa parte delle “Stanze Vaticane”, un insieme di quattro stanze del Palazzo, la cui decorazione fu commissionata da papa Giulio II a vari artisti, anche se queste furono poi sostituite da Raffaello. Ecco perché oggi queste stanze sono anche conosciute come “Stanze di Raffaello”.

    La Scuola di Atene rappresenta il valore del pensiero scientifico e della verità naturale, il cui sviluppo è attribuito all’antichità classica. L’opera incarna l’intero programma culturale del Rinascimento, come vediamo la presenza dei grandi pensatori e scienziati del mondo classico, e anche del Rinascimento stesso.

    Analisi della Scuola di Atene di Raffaello Sanzio

    La Scuola di Atene è un affresco che ha una base di 7,7 metri di larghezza e raggiunge un’altezza massima di 5 metri alla fine dell’arco. Costruita da una prospettiva lineare o di punto di fuga, la scena è inquadrata in uno spazio architettonico severo.

    Raffaello approfittò della tecnica dell’architettura dipinta per creare un maggiore senso di profondità, proprio come aveva appreso dal Perugino.

    Non cercò riferimenti costruttivi nel mondo greco ma nel mondo romano, in particolare nell’opera del Bramante. Questo architetto era stato incaricato del progetto per il restauro della Basilica di San Pietro, con estetica paleocristiana.

    Descrizione della scena

    Come ambientazione, Raffaello rappresenta tre volte a botte successive, formate da archi semicircolari, i cui fondi aperti e le separazioni suggerite creano una maggiore sensazione di profondità. Ai lati di queste volte, vediamo una galleria di colonne e statue, riferimento allegorico alla cultura greco-latina.

    Due figure scultoree fiancheggiano la scena e la dominano nella metà superiore. Sono Apollo, simbolo di ordine, armonia e ragione, e Atena, simbolo di saggezza, arti e strategia bellica.

    In questa fase si assiste alla rappresentazione di diverse figure storiche del campo della filosofia, della matematica, delle scienze, delle arti e della politica. Convivono con la presenza estemporanea di alcune figure del periodo rinascimentale, tra cui lo stesso Raffaello.

    I personaggi più importanti sono le due figure al centro della composizione, che possiamo facilmente individuare grazie al cielo limpido e diafano che si apre dietro le loro teste. Si tratta dei filosofi Platone e Aristotele, protagonisti indiscussi della scena.

    Personaggi della Scuola di Atene

    La Scuola di Atene ha molti personaggi. Finora, non tutti sono stati identificati, anche se la maggior parte di loro è stato fatto. Come se non bastasse, alcune attribuzioni fatte fino ad oggi sono dubbie, quindi le ipotesi sono diverse.

    In diversi casi, Raffaello ha utilizzato personalità contemporanee come riferimento fisico. Successivamente vedremo quali sono i personaggi rappresentati e i loro attributi o simboli. Quelli che sono soggetti a dubbio saranno identificati a tempo debito.

    1. Platone. Platone, che è stato raffigurato con le fattezze del maestro Leonardo da Vinci, tiene in mano il libro Timeo . Il suo dito punta al cielo. Questo gesto rimanda alla Teoria delle Idee che sostiene la sua linea di pensiero.

    2. Aristotele. Alla destra di Platone, vediamo Aristotele con in mano il libro Etica. La sua mano destra, all’altezza della vita, tiene il palmo parallelo al suolo. Con ciò Raffaello allude alla teoria delle forme di Aristotele, il quale pensava che le cose sono in sé e che non esistono come una realtà duale (separazione del corpo e dell’anima).

    3. Eraclito (come Michelangelo). Filosofo, rappresentato come Michelangelo sia nei lineamenti che nell’abbigliamento e, a sua volta, su una base di marmo.

    4. Diogene. Pensatore della scuola cinica, famoso per il suo disinteresse per usi e costumi sociali, a cui si opponeva al principio di autonomia.

    5. Zenone di Elea: fu un filosofo greco, discepolo di Parmenide, rappresentante della scuola eleatica.

    6. Epicuro. Fu artefice dell’epicureismo che, tra l’altro, negava l’immortalità dell’anima e difendeva l’edonismo.

    7. Federico Gonzaga. Federico Gonzaga fu poi Duca di Mantova, per nomina di Leone X. Fu un importante mecenate.

    8. Anassimandro (?). Questo personaggio potrebbe essere Anassimandro, discepolo di Talete di Mileto, conosciuto come filosofo e geografo. Sono stati suggeriti anche i nomi di Severino Boezio, Aristosseno, Senocrate ed Empedocle.

    9. Averroè. Averroè fu un filosofo, matematico e medico andaluso del Medioevo (XII secolo), che insegnò anche diritto islamico.

    10. Pitagora. Filosofo e matematico greco. Oltre a un libro, davanti a lui vediamo una lavagna che mostra il triangolo numerico “Tetraktys”, simbolo dell’unità dell’universo, e vediamo anche il simbolo della teoria dell’armonia musicale.

    11. Telangè: Discepolo di Pitagora, incaricato di tenergli la lavagna.

    12. Ipazia di Alessandria. Filosofa e professoressa neoplatonica, nota per i suoi contributi in matematica, astronomia, algebra e geometria.

    13. Parmenide. Filosofo, precursore dell’idealismo platonico e fondatore della scuola eleatica.

    14. Alessandro Magno. Re di Macedonia, che sconfisse i Persiani ed estese il suo impero alla Grecia, all’Egitto e all’India. Alessandro Magno divenne discepolo di Aristotele.

    15. Senofonte o Antistene. Senofonte era uno storico, filosofo e militare. Una delle sue opere più importanti è Hellenic, sulla guerra del Peloponneso. Potrebbe essere anche Antistene, fondatore della scuola cinica nell’antichità greca.

    16. Alcibiade. Alcuni ricercatori suggeriscono che questa figura potrebbe essere un personaggio del banchetto di Platone chiamato Alcibiade, perché è in dialogo con Socrate.

    17. Socrate. È considerato il padre del pensiero filosofico greco e promotore della dialettica. Fu maestro di Platone.

    18. Plotino: filosofo neoplatonico, la cui teoria della Trinità e dell’Uno è stata fonte di ispirazione per la filosofia cristiana. Si ritiene che il modello di riferimento sia Papa Giulio II.

    19. Omero. Omero è l’autore a cui è attribuita la composizione dell’Iliade e dell’Odissea , opere letterarie fondamentali della cultura greca.

    20. Euclide o Archimede (come Bramante). Non si sa con certezza chi rappresenti questa figura, ma a giudicare dall’uso del compasso potrebbe essere Euclide o Archimede. Il volto è quello di Leonardo Bramante, architetto del Rinascimento.

    21. Tolomeo. Astronomo, geografo, matematico e chimico del passaggio tra il I secolo e il II secolo a.C., di origine greco-egiziana. Il personaggio tiene un globo.

    22. Zoroastro o Strabone. Il personaggio porta un globo celeste. La tesi più diffusa sostiene che si tratti di Zoroastro, profeta fondatore di una delle prime religioni monoteiste, nota come mazdismo. Altri ricercatori suggeriscono che si tratti di Strabone, geografo e storico greco.

    23. Apelle (come Raffaello Sanzio). Chiaramente questa figura è un autoritratto di Raffaello Sanzio, ma incarna il personaggio di Apelle, pittore dell’età antica. Normalmente, quando questo accade in pittura, l’autore guarda direttamente il pubblico, rompendo la finzione.

    24. Protogene (come Sodoma). Protogene fu un altro pittore della Vecchiaia, rivale di Apelle. Raffaello lo ritrae come Il Sodoma (soprannome di Giovanni Antonio Bazzi), un pittore contemporaneo che Raffaello sostituì alla commissione della Stanza della Segnatura.

    L’Accademia ateniese, istituto fondato da Platone

    Tutti questi personaggi evocano in modo idilliaco quella che era L’Accademia di Atene, in cui Raffaello trovò ispirazione concettuale. L’Accademia di Atene era una scuola fondata dallo stesso Platone intorno al IV secolo aC per l’insegnamento di filosofia, matematica, astronomia, medicina e retorica.

    Questa accademia, dove si formarono personalità come Aristotele, era di tale importanza per il mondo antico che la sua esistenza durò fino al V secolo d.C., quasi nove secoli. Il suo funzionamento non fu continuo per vari motivi, ma mantenne certamente la sua validità nel pensiero.

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