sabato, 1 Ottobre 2022
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    La calunnia di Apelle

    1495

    La Calunnia di Apelle è un dipinto a tempera su tavola (62×91 cm) di Sandro Botticelli, databile tra il 1491 e il 1495 e conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze.

    Ultimo di quattro figli, Alessandro Filipepi, conosciuto nel mondo come Sandro Botticelli, nasce a Firenze, più precisamente in una zona chiamata Borgo Ognissanti, nel 1445. Suo padre, Mariano Filipepi, era un umile artigiano che lavorava con le tinture per pelli.

    Botticelli si formò alla Bottega, cioè nello studio di Filippo Lippi e fu, insieme a Michelangelo Buonarroti, uno degli artisti più influenzati alla corte di Lorenzo Il Magnifico dalla teoria neoplatonica.

    La sua fase giovanile è stata segnata dalla rappresentazione di alcuni personaggi della mitologia greca e si possono citare diversi dipinti che sono protagonisti assoluti della Galleria degli Uffizi, a Firenze, come la Primavera, La Nascita di Venere, Minerva e il Centauro e anche questo meraviglioso Calunnia, che è un’opera poco conosciuta, probabilmente perché è un piccolo dipinto e passa inosservata alla folla di turisti che ogni giorno passa davanti agli Uffizi. Come detto prima, è un’opera poco conosciuta, ma non per questo meno importante.

    Siamo nella Repubblica di Firenze, subito dopo la caduta dei Medici. È in questo periodo che Botticelli realizza questo dipinto, nell’anno 1495. Essendo il tempo che è, possiamo intuire che il pittore si trova in una Firenze instabile ed è qui che è nata l’idea di quest’opera.

    L’artista fiorentino ricostruisce un altro dipinto di Apelle, pittore antico, attraverso una serie di scritti. Queste fonti letterarie provengono da un testo di Luciano da Samosata, intitolato Come difendersi dalla calunnia e citato da Leon Battista Alberti in un suo trattato.

    Il dipinto tratta di una scena allegorica ambientata su uno sfondo architettonico classico, dove continuano le allusioni mitologiche e l’Antico Testamento. Tutto questo attraverso i rilievi e le statue rappresentate nelle nicchie e nelle venerate nicchie.

    Queste sculture dipinte mostrano l’intenso studio e interesse di Botticelli per l’Antichità, conferendo all’opera il dramma che merita. Nella nicchia centrale il David è rappresentato , nello stile più puro di Donatello e in altri, una serie di personalità di grande rilievo nella cristianità come San Paolo e San Giorgio. Nei rilievi si possono vedere alcune scene mitologiche come quelle con Apollo e Dafne o Eracle e Lica.

    Questa architettura si apre all’esterno attraverso archi semicircolari con soffitti a cassettoni che si affacciano su un mare verdastro e un cielo azzurro che segna la linea dell’orizzonte.

    Re Mida consigliato da Ignoranza e Sospetto
    Re Mida consigliato da Ignoranza e Sospetto

    La lettura dell’opera di Botticelli inizia sulla destra e dobbiamo immaginarla come una piccola aula di tribunale. A destra, su un piccolo piedistallo seduto sul trono, abbiamo il re Mida e possiamo riconoscerlo attraverso le orecchie dell’asino. Intorno al Re si vedono due ragazze, anzi due consiglieri, che sussurrano all’orecchio del Re parole di dubbio. Le due ragazze sono le allegorie dell’Ignoranza e del Sospetto.

    Rancore, Calunnia, Frode, Invidia e il Calunniato
    Rancore, Calunnia, Frode, Invidia e il Calunniato

    La giovane donna con il mantello blu simboleggia la calunnia, che viene pettinata da altre due giovani donne: la frode e l’invidia, che mettono fiori tra i capelli della calunnia, simboli di semplicità, e un nastro bianco, simbolo di purezza.

    Interessante la composizione di Botticelli: Rancore è colui che porta avanti la Calunnia, o meglio, Rancore e Calunnia vanno di pari passo, Frode e Invidia rendono più bella la Calunnia, conferendole purezza e semplicità.

    Nella mano sinistra, Calunnia porta una torcia accesa che non illumina. La fiamma proveniente dalla torcia è una rappresentazione della denuncia, che accusa senza essere chiara.

    Nella sua mano destra, Calunnia trascina per i capelli un uomo seminudo, che è il Calunniato. Da osservare qunt’è interessante la rappresentazione del Calunniato: coperto solo nelle parti intime, facendo capire che non ha nulla da nascondere. Da notare anche la posizione delle mani unite, come se chiedesse a se stesso: “Cosa ho fatto?

    La verità e l'allegoria della penitenza e del rimorso
    La verità e l’allegoria della penitenza e del rimorso

    Infine, troviamo una vecchia vestita di nero e incappucciata – un’allegoria della Penitenza e del Rimorso. Notiamo che guarda indietro e trova una ragazza nuda, molto somigliante alla Venere dello stesso artista, e che con il dito indica il cielo; è la rappresentazione della Verità. Il rimorso è l’unico che conosce la nuda Verità la quale, indicando il cielo, ci dice che la vera giustizia è solo quella divina.

    Per quanto riguarda la tecnica, Botticelli mantiene sempre un’ampia gamma di colori, una luce intensa che viene esaltata dalla decorazione in oro che si vede nell’architettura dell’opera. Il tutto incorniciato dalla prospettiva fornita dall’architettura e con una caratteristica comune a tutta l’opera, il movimento che compone i personaggi, gli abiti, le luci e le ombre. Insomma, una meraviglia che meriterebbe molta più attenzione di quanta non ne abbia ricevuto nel corso dei secoli.

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