lunedì, 26 Settembre 2022
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    La bambola abbandonata

    1921

    La bambola abbandonata è stato realizzato nel 1921 e si trova custodito presso il Museo Nazionale delle Donne nelle Arti, Washington DC

    Questo è un dipinto profondo e meraviglioso di un soggetto altrimenti raramente raffigurato, quello dell’inizio della pubertà per una ragazza in crescita. 

    1921 - Suzanne Valadon - La bambola abbandonata - Museo Nazionale delle Donne nelle Arti NMWA, Washington DC (USA)
    1921 – Suzanne Valadon – La bambola abbandonata – Museo Nazionale delle Donne nelle Arti NMWA, Washington DC (USA)

    Qui ci viene concessa una visione privilegiata del momento del passaggio imbarazzante dalla ragazza alla donna, quando il corpo è maturato prima che la mente abbia avuto la possibilità di recuperare; il risultato è confusione e frustrazione per cui la figura è intrappolata tra una vecchia bambola e un nuovo specchietto. 

    Si tratta di un tema che non è stato proprio ripreso nella traiettoria della storia dell’arte fino all’opera di Balthus quando il significato e la resa complessiva del soggetto è molto diverso perché espresso da un punto di vista maschile.

    Le figure sono la nipote di Valadon e la madre della ragazza, uno dei due dipinti che Valadon ha fatto del duo. Secondo la professoressa e storica dell’arte Nancy G. Heller, “Evitando l’aspetto voyeuristico di così tanti nudi femminili dipinti da uomini, Valadon offre agli spettatori uno scorcio compassionevole di un momento intimo nella vita di una giovane ragazza“.  

    Fino a Valadon e altri artisti e scrittori rinnegati, le storie personali sulle realtà sceniche della vita erano state omesse o escluse dal canone creativo.

    Suzanne Valadon, signora di Montmartre

    Stiamo parlando di uno degli artisti più affascinanti del 20° secolo, che se nato uomo sarebbe un post-impressionista titolareFiglia di una lavandaia vedova, ha iniziato a lavorare all’età di 11 anni e ha fatto di tutto, compreso l’acrobata nel circo. La sua bellezza fece desiderare ai pittori di usarla come modella, e così Suzanne appare nei dipinti di Degas, Puvis de Chavannes, Renoir, Lautrec e altri artisti francesi dell’epoca. In realtà l’artista si chiamava Marie-Clémentine Valade, ma era soprannominata Suzanne perché era sempre circondata da anziani.

    Ma mentre faceva la modella, oltre a stringere amicizie illustri (e qualche volta di più visto che andava a letto con chi voleva), imparò i rudimenti del mestiere di pittura e via via si fece un nome, supportata dai suoi numerosi amici nell’arte mondo.

    Suzanne aveva talento, come si evince dalla classifica, sicuramente molto più di alcune sue colleghe. E ha avuto la fortuna di avere un meritato successo nella vita e di cavarsela finanziariamente da sola. In questo modo ha potuto nutrire suo figlio il cui padre era sconosciuto (il futuro pittore Miquel Utrillo) e anche dare da mangiare ai suoi gatti ogni venerdì il miglior caviale.

    Libera, Suzanne Valadon esemplifica la donna che va oltre i limiti stabiliti in un mondo dell’arte dominato esclusivamente dagli uomini. E a testa alta.

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