mercoledì, 28 Settembre 2022
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    Il sogno

    1910
    Questo dipinto ha affascinato il poeta e critico Guillaume Apollinaire, che ha scritto: "L'immagine irradia bellezza, questo è indiscutibile. Credo che nessuno riderà quest'anno".

    Già dal titolo “Il sogno” possiamo apprezzare il fattto che Rousseau si ispiri anche a quella miniera per l’arte che è il mondo onirico. L’artista dipinge la sua amante Yadwigha nuda sul suo divano, immersa nella natura. Alberi e piante, uccelli, un leone e una leonessa, scimmie, un elefante, un serpente, tutti nascosti nel fogliame. E ancora più nascosto è un flautista che suona la sua serenata.

    Rousseau dipinge un gigantesco dipinto a olio di tre metri poco prima della sua morte, dove mostra ancora una volta uno dei suoi temi ricorrenti: la giungla, ricca di fauna e flora esotiche esuberanti. Per questo Rousseau si è ispirato alle sue passeggiate attraverso il Museo di Storia Naturale di Parigi e il suo Jardin des Plantes.

    1910 - Henri Rousseau - Il sogno - MoMA, New York (USA)
    1910 – Henri Rousseau – Il sogno – MoMA, New York (USA)

    Il sogno, mai titolo fu più appropriato, vista la surreale rappresentazione di una donna nuda sdraiata su un divano in una foresta; la donna è circondata da vegetazione colorata e minuziosamente rappresentata – che secondo quanto riferito include almeno ventidue sfumature di verde – e abitanti della giungla, inclusi diversi leoni con gli occhi spalancati che fissano la strana scena o, forse, noi stessi che osserviamo. 

    Questa immagine di un nudo in stile accademico – che ricorda le odalische neoclassiche ritratte da artisti come Ingres e modellato su una donna polacca, che Rousseau una volta amava, in un ambiente esotico lontano dalla Francia natale dell’artista può essere vista come la risposta di Rousseau alla fine dell’espansione colonialista francese del secolo scorso in terre che ha vissuto solo attraverso le sue visite a musei e media visivi come riviste e cartoline. 

    Con la sua incredibile attenzione ai dettagli, la tavolozza vibrante e l’assurda combinazione di immagini, Il sogno rivela perché l’arte di Rousseau fosse così ammirata dai surrealisti, in particolare dal fondatore del movimento, André Breton, che scrisse: “È con Rousseau che possiamo parlare per la prima volta di Realismo magico.

    Nella didascalia di accompagnamento, una delle tante descrizioni poetiche che spesso aggiungeva ai suoi dipinti, Rousseau descriveva la sua amata e l’opera stessa così:

    Yadwigha, in un bel sogno
    addormentato dolcemente
    Ho sentito il suono di una musette
    suonata da un gentile incantatore
    mentre la luna splendeva
    Sui fiori, sugli alberi verdeggianti
    I serpenti selvaggi prestavano il loro orecchio
    alle allegre melodie dello strumento.

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