sabato, 1 Ottobre 2022
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    HomeOpereFrederic LeightonGiugno fiammeggiante

    Giugno fiammeggiante

    1895
    Leighton ha dipinto Giugno fiammeggiante nell'ultimo anno della sua carriera pittorica. Alla luce di ciò, questo picco tardivo può essere definito sorprendente. Leighton era considerato una delle più grandi promesse della pittura inglese negli anni '50 dell'Ottocento.

    Dipinto con colori ad olio su tela, Giugno Fiammeggiante è ampiamente considerato come il capolavoro di Leighton, mostrando la sua natura classica. Si ritiene che la donna raffigurata si riferisca alle figure di ninfe dormienti e naiadi che i greci spesso scolpivano.

    Il tardo capolavoro di Leighton raffigura una donna raggomitolata addormentata su una panca di marmo. Indossando un vestito arancione traslucido, si annida in strati di tessuto rosso e giallo. 

    Dietro di lei una sottile striscia di mare è illuminata dal sole, i deboli contorni di terra visibili all’orizzonte. L’ambientazione dell’opera non è chiara, ma potrebbe alludere ai luoghi esotici dei viaggi di Leighton negli anni 1870-80, forse suggerendo una veranda mediterranea.

    C’è un’intensità tangibile in questo dipinto, ottenuta attraverso la tavolozza dei colori e la composizione formale. Il predominio delle sfumature rosse, gialle e dorate sembra quasi infiammare la figura mentre giace compattata in una forma simile a un globo. Sostituisce quindi il sole assente, la cui presenza è implicata dalla striscia quasi bianca di mare illuminato sopra la sua testa. 

    In equilibrio sulla punta di un piede anche mentre è sdraiata, trasuda le qualità combinate di tensione fisica e rilassamento per le quali le figure umane di Leighton sono famose.

    Riducendo il cielo e il mare a un’unica striscia, sormontata da una pergamena decorativa, Leighton rende l’opera alquanto priva di aria e claustrofobica: lo spettatore si confronta con la figura compressa ed erotica di una donna brillante, potente e inevitabile come il sole di giugno. 

    Anche la morte è inevitabile, che secondo molti storici dell’arte pesa pesantemente sui corpi delle opere successive di Leighton; a parte il sonno in piedi come metafora della morte, lo storico dell’arte Kenneth Bendiner ha identificato il fogliame in alto a destra come l’oleandro velenoso.

    Per quanto riguarda il più ampio significato storico-artistico dell’opera, la figura dai capelli fiammeggianti è tipica della forma femminile nell’arte preraffaellita, emanando un’energia sessuale latente.

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