lunedì, 26 Settembre 2022
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    Giaele e Sisara

    1620 Un altro nemico passa a miglior vita

    Giaele e Sisara è un dipinto a olio su tela (86×125 cm) realizzato nel 1620. È conservato al Szépművészeti Múzeum di Budapest.

    La storia rappresentata è contenuta nell’antico testamento e narra di Sisara, generale canaanita, che attratto nella tenda dall’israelita Giaele viene ucciso con un chiodo conficcato nel cranio.

    La figura di Giaele è piuttosto ambigua in quanto infischiandosene delle regole dell’ospitalità uccide un nemico di Israele e quindi di dio, per giustificare ciò la chiesa nel corso dei secoli ha elaborato diverse interpretazioni vedendo in Giaele un incarnazione della madonna che uccide il diavolo.

    Non si conosce chi abbia commissionato l’opera, sono state elaborate varie teorie ma rimangono solo delle speculazioni. A differenza del più noto Giuditta che decapita Oloferne, dello stesso anno, in cui la violenza e l’espressività dei volti ha spesso portato a vedere una vendetta da parte di Artemisia nei confronti del suo stupratore Agostino Tassi (il volto di Oloferne è il suo) in questo quadro non ci sono scene macabre, non si vede sangue che schizza e i volti sono meno espressivi.

    I critici ritengono che probabilmente il quadro è più fedele a un canone dell’epoca e non bisognerebbe giudicare l’opera della Gentileschi solo in base alla violenza subita. A nostro parere la posizione di Giaele preannuncia un inevitabile finale, un colpo singolo impellente e di una violenza devastante e non è possibile non avere i brividi vedendo il quadro.

    Il chiodo piantato in prossimità del cervelletto è messo lì per non lasciare scampo, per avere una morte immediata e sicura. La scena non può lasciare indifferenti e non può essere liquidata dicendo che entra solamente nei canoni dell’epoca, ogni creazione artistica è personale e qui il quadro trasuda vendetta e la violenza che non viene rappresentata fisicamente è tuttavia prossima, non diversamente (per intenderci) dalla Creazione di Adamo raffigurata nella cappella sistina da Michelangelo.

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