martedì, 29 Novembre 2022
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    Felix Vallotton

    Losanna, 28 dicembre 1865
    Neuilly-sur-Seine, 29 dicembre 1925

    Félix Vallotton (Losanna, 28 dicembre 1865 – Neuilly-sur-Seine, 29 dicembre 1925) è stato un pittore svizzero.

    Vallotton non ha mai raggiunto le vette della fama di alcuni dei suoi contemporanei d’avanguardia, ma ha sviluppato il suo stile unico e la storia ora lo vede come uno degli artisti più originali della sua epoca. 

    Il suo status si basa su un corpus di opere che comprende ritratti, stampe satiriche, narrazioni di interni, paesaggi e nature morte. La sua prima incisione ha attirato l’attenzione di Pierre Bonnard ed Édouard Vuillard che lo hanno invitato a unirsi al gruppo Nabis

    Sebbene non si sia mai realmente stabilito come membro dei Nabis, la sua affiliazione con il gruppo lo ha portato a contatto con una cerchia di letterati bohémien. 

    Attraverso queste nuove associazioni è stato in grado di tracciare un percorso più singolare che lo ha visto farsi un nome attraverso una raccolta di xilografie satiriche rivoluzionarie per giornali di sinistra d’avanguardia. 

    Con l’evolversi della sua carriera, Vallotton rivolse sempre più il suo sguardo spassionato alla pittura. Trasferindo la tecnica a blocchi della sua incisione nella sua pittura, la sua visione distintiva offriva un raffinato equilibrio tra tecniche realiste e simboliste che vedevano molte delle sue opere mature trasmettere un palpabile senso di inquietudine psicologica.

    Fatti e curiosità

    • Creando alcune delle immagini visivamente più distintive e pungentemente satiriche della vita parigina di inizio secolo, Vallotton si è guadagnato il titolo di più grande incisore della sua generazione. Accreditato infatti per aver fatto rivivere l’arte della xilografia, ha attinto alle tradizioni delle xilografie giapponesi Ukiyo-e , di artisti del diciottesimo secolo come Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige, per creare narrazioni politiche pungenti il ​​cui effetto è stato accresciuto dal suo audace contrasto di inchiostro nero corvino su carta bianca.
    • Nonostante fosse al centro del periodo più sperimentale dell’arte occidentale, Vallotton rimase per lo più dedito alle rappresentazioni realistiche. Resistendo alle preferenze astratte dell’avanguardia, produsse uno stile pittorico più idiosincratico che il pubblico e la critica dell’epoca non riuscirono a comprendere appieno e, come tale, gli si può attribuire l’ampliamento dei parametri di ciò che significava essere un “modernista”. La sua audacia e originalità, infatti, ha portato a un’abitudine a creare polemiche di cui l’avanguardia sarebbe stata orgogliosa.
    • Vallotton era famoso per un album di 10 stampe intitolato intimità, una raccolta di vignette domestiche che raccontavano intimi legami tra coppie borghesi. Nello svelare i costumi proibiti della vita borghese privata, Vallotton aveva, secondo storici come Merel van Tilburg, allineato l’arte alla letteratura di fine Ottocento nel modo in cui i commenti sulle pulsioni nascoste della psiche umana anticipavano l’imminente nascita della psicoanalisi.
    • Basati su schizzi e fotografie, ma formati nella sua immaginazione, i paysages composés di Vallotton (paesaggi “rattoppati”) erano unici e possedevano una qualità ultraterrena che avrebbe potuto anticipare i surrealisti. Attraverso i loro contorni audaci, i colori appiattiti e le sagome, immagini come I covoni (1915) e La chiesa di Souain in silhouette (1917) rimangono alcune delle meditazioni simboliche più commoventi sugli effetti della Grande Guerra.

    Opere significative

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